venerdì 17 settembre 2010

I grandi video di DDUM

Visto che i nostri lettori si sono dimostrati così cinematograficamente acculturati, vogliamo regalarvi uno spezzone di un capolavoro assoluto del cinema giapponese per migliorare questi grigio venerdì 17.
Il film è il bellissimo "Kunoichi Ninpocho" del sottovalutato Futaro Yamada (già autore dell'indimenticabile "Iga Ninpo-cho"), con Yasuyo Shirashima (che molti di voi si ricorderanno nella esilarante commedia "Shin Funky Monkey Teacher").
Spero apprezzerete la maestria del regista nipponico nonché gli incredibili spunti e le citazioni colte presenti nello spezzone.
Seguirà dibattito (nei commenti).

mercoledì 15 settembre 2010

La tessera del milanese

Non so voi, ma io avevo voglia di tornare a San Siro. Mi ricordo la prima volta che son andato: era il 6 settembre 1989, il muro di Berlino non era ancora caduto e l'Inter portava il tricolore sulla maglia. Inter-Lecce 2 a 1 gol di Klinsmann e Brehme. Era un mercoledì sera, uno dei primi turni infrasettimanali, ma quell'estate ci sarebbero stati i mondiali delle notti magiche e bisognava finire il campionato il prima possibile. Quante emozioni, ancora adesso quando vedo San Siro mi vengono i brividi dall'emozione.
Grazie alle nuove regole i brividi ora sono di disgusto. Sono tesserato da 16 anni, ma la tessera del tifoso di quest'anno è la più grande invenzione della storia. Per chi non lo sapesse, quest'anno l'abbonamento (che si può pagare solamente in contanti, attenzione!) viene caricato direttamente sulla suddetta tessera che però non funziona a tutti i tornelli, diciamo che va un po' a culo, quindi ora ai tornelli ci sono scene di panico e delirio incontrollato stile funerale di Khomeyni, ma gestito da gente che capisce molto meno l'italiano.
L'Inter o chi gestisce queste cose per lei ha deciso di lasciare ai tornelli gente con un lievissimo ritardo mentale. Quando ho avvicinato la mia tessera al tornello, visto che non succedeva assolutamente un cazzo ho chiesto aiuto al minus habens più vicino che mi ha chiesto "Ma prima funzionava?", quando gli ho fatto presente che era la prima di campionato e quindi non c'era un prima, mi ha guardato come se io fossi un cretino e se n'è andato disgustato come se avessi scoreggiato in ascensore. Tra mille peripezie son riuscito ad entrare e la targa della nuova champions dell'Inter ha sbollito la mia rabbia (nella foto).
La modalità di cessione dell'abbonamento su tessera del tifoso è semplicissima:
_Decidere entro venerdì se si va allo stadio nel weekend, cerca di capire in settimana se ti ammalerai nel weekend
_Trovare la popolare più vicina a te
_Prendere qualche ora di permesso al lavoro
_Recarsi alla Popolare
_Fare la coda
_Litigare con quello allo sportello che non sa fare un cazzo e quindi ti tratta di merda
_Tornare al lavoro giurando di non fare mai più l'abbonamento
Ma attenzione! Quello a cui cedi la tessera dovrà avere la tessera del tifoso, quindi scordatevi di cedere l'abbonamento allo zio che torna per la prima volta in Italia dopo essere andato a lavorare nelle miniere del Belgio e vorrebbe vedere l'Inter per scoprire se ci gioca ancora Scifo. Se vuole vi avvisa qualche mese prima, vi manda 10 euro e si fa anche lui una carta di credito prepagata con la sua foto in cui assomiglia inevitabilmente a Boss Hog di Hazard.
Non sarebbe più logico che se cedo il mio abbonamento ad una persona sia io il responsabile? Ovvero, sarò io proprietario di tessera del tifoso che garantisco di non cedere la mia tessera ad un teppista, in caso di incidenti causati dal mio ospite sarò ritenuto anche io responsabile. Ma forse il concetto è troppo complesso.
Per non parlare dei problemi di quelli che hanno tessere aziendali, il mio vicino allo stadio ha cercato di spiegarmi tutte le peripezie, ma è complicatissimo e lui ha smesso di parlare quando ha iniziato a scendermi sangue dal naso per lo sforzo di capire.
E non azzardatevi a chiamare l'Inter per avere spiegazioni perchè di solito dopo aver esposto per 15 minuti il vostro problema, la risposta tipica è "Davvero?". Al chè di solito si lancia il telefono dalla finestra.
Esempio pratico del mio vicino di posto:
"Perchè devo pagare in contanti due abbonamenti a giugno quando li verrò a ritirare a settembre? Avete tutto il tempo di fare i controlli bancari, se son scoperto non me li date"
"Davvero? Non dovrebbe essere così"
Telefono buttato.
Insomma, concludendo, la tessera del tifoso mi sembra un'ottima cosa ed hanno fatto bene a farla fare da persone che evidentemente non hanno mai messo piede in uno stadio, così non hanno agito sotto condizionamenti campanilistici.
Non so come facciano gli altri paesi ad andare avanti senza, la apprezziamo così tanto che anche il nostro sito non ne può fare a meno.
Da domani per leggere questo blog sarà necessaria la tessera del milanese, averla è semplice:
_mandateci un fax con i vostri dati e la richiesta scritta di vostro pugno
_accettata la richiesta vi sarà mandato un piccione viaggiatore in risposta
_arrotolate una banconota da 10 euro intorno alla zampina del piccione che a quanto dice l'addestratore dovrebbe tornare da noi
_Cercate di connettervi, se funziona bene, se no non saprei, non funziona su tutti, ma prima vi andava?

lunedì 13 settembre 2010

Cinefilia portami via

A noi il Mereghetti (nella foto) fa una pippa. Noi ve l'avevamo detto, non dite che non ve l'avevamo detto. Somewhere di Sofia Coppola è un CAPOLAVORO, ed infatti ha vinto il leone d'oro. Bello bello bello, il genere di film che piace a noi e ai nostri lettori, infatti se non ho visto male c'era anche Beer Baron sul red carpet di Venezia, è quello che riprende le tette della Parietti. Un film delicato che, come dice il mio miglior amico Massimo Bianconi, ti da il brividino lungo le natiche tipico dei film di un certo spessore e aiuta anche la legalità: infatti buttando via i soldi per andarlo a vedere, molti non hanno più abbastanza denaro per andare a farsi fare una sega nei centri massaggi cinesi e questo migliora anche la morale comune.
Dopo aver vinto a Venezia con un film senza trama e con 7 pagine totali di copione, Sofia Coppola punta a Cannes con il suo prossimo film: la storia di un vecchio che passa un'intera giornata a guardare gli scavi di un parcheggio sotterraneo. 3 ore e 45 di camera fissa sul vecchio che non dice una parola, alla fine arriva un ghisa che lo allontana sbraitando: "Per favore, circolare, circolare". Commovente.
Ormai credo vi sia chiaro che siamo dei palati fini in fatto di cinema. Siamo malati di cinefilia, cioè ci piacciono tutti i film con protagonista un cane, come Beethoven, Turner e il casinaro e Scusa ma ti voglio sposare.
Infatti non stiam più dentro alle mutande visto che in questi giorni c'è il Milano Film Festival, l'unico festival in cui si può partecipare solo avendo i Wayfarer. Stasera ad esempio ci saranno degli eventi da non perdere come la proiezione di Uzak ihtimal di Mahmut Fazil Coskun, lottiamo contro l'estinzione di Mahmut, e non potete mancare alla retrospettiva su Jim Jarmush alle 20.30 al Teatro Strehler, che poi, guarda caso, proprio sul sagrato del Teatro Strehler dalle 19 suoneranno i One Droppers, il gruppo di riferimento di DDUM, un'occasione da non perdere!
Voi direte: "dici che son bravi solo perchè uno di voi è nella sezione fiati", ma anche Sofia Coppola si è bombata il presidente di giuria e nessuno le ha rotto i coglioni...

venerdì 10 settembre 2010

Somewhere over the rainbow (trad. Ho visto somewhere all'Arcobaleno di viale Tunisia)

Ogni anno mi faccio inchiappettare dai film del festival di Venezia (vedi qui), quest'anno è stato il turno di Somewhere, film di Sofia Coppola che oltre ad essere molto affascinante (solo secondo me probabilmente), ci ha regalato "Il giardino delle vergini suicide" e "Lost in translation", mica cotiche.
Questa volta ha prodotto un gioiellino in cui non succede veramente un cazzo, ma niente niente, eh! In compenso si vedono un sacco di capezzoli.
Trama (se mai ve ne fosse una):
Johnny Marco è un attore bello, ricco, famoso e coperto di figa che però è profondamente solo. Per un po' sono stato tentato di farle causa da quanto il film fosse uguale alla mia vita. Voi non potete neanche immaginare il vuoto che lasciano i milioni ed il sesso occasionale con le modelline di turno, io però per cultura personale lo vorrei provare per un po'. 
L'unica persona con la quale Johnny sia veramente in contatto è la figlia undicenne (Elle Fanning, la sorella di Dakota).
Ecco, più o meno ho detto tutto.
Interessante il viaggio del protagonista e della figlia a Milano in cui appaiono Simona Ventura, Nino Frassica e Laura Chiatti, non c'è da stupirsi che il protagonista dovesse ritirare un telegatto e non il premio nobel (c'è anche Maurizio Nichetti, ma lo stimo troppo per accostarlo agli altri). Sofia Coppola ha raccontato di aver preso spunto dai viaggi in Italia al seguito del padre. Si nota una pesante critica al nostro paese, forse perchè quando veniva qui la chiamavano "sta gran Coppola di minchia".
Momenti memorabili: le gemelle lap dancer a domicilio (un servizio di cui si sente il bisogno anche in italia) ed il trailer del remake italiano di "Giù al Nord" (film godibilissimo, anche se francese), con claudio Bisio, si chiama "Benvenuti al sud", l'unico momento in cui la sala ha dato segni di vitalità.

Voto in stelline: 2/5
Voto in capezzoli: 4/5

mercoledì 8 settembre 2010

Le grandi vacanze di DDUM: San Francisco

Non dite che non ve l'avevamo detto, siamo senza fantasia, quindi vi racconteremo le nostre vacanze, non solo, le divideremo in diverse puntate, così riusciamo a tirare avanti diversi post. Comincio io.
Quest'anno riuscire ad organizzare le vacanze era un casino, ognuno aveva una scusa per non venire in vacanza con me: non ho soldi, non ho ferie, ti odio, sono morto, il mio psichiatra dice che hai una cattiva influenza su di me, devo fondare Futuro e Libertà. Ero perciò ormai rassegnato a passare le vacanze in mutande, ubriaco, riverso sul tappeto del salotto in uno stato pietoso che io chiamo domenica mattina.
Non so se per pietà o cosa, ma alla fine Alex mi ha invitato ad andare con lui negli states. Mi sono perciò ritrovato a San Francisco con quattro (4) commercialisti: Alex, una uptown girl di Savona, il mago dell'appoggino sardo e un narcolettico milanese.
Non so se avete presente San Francisco, ma se ce l'avete presente molto meglio perchè non ho molta voglia di parlarne ora. In ogni caso se per caso vi venisse in mente di andarci il prossimo agosto sappiate che Mark Twain definiva l'estate a San Francisco come "l'inverno più freddo della mia vita" ed io ne ho subito le conseguenze nel momento meno indicato.
La prima sera a Frisco dopo cena due dei commercialisti saltano fuori "Stasera potremmo andare a Castro!". Per quelli non pratici, Castro è il quartiere gay di San Francisco in cui Harvey Milk aveva il suo negozio di fotografia (ma che parlo a fare con voi che al massimo conoscete Jimmy il fenomeno).
Fatto sta che mentre siamo in coda per entrare al Q bar (mai nome fu più azzeccatto) ecco che il freddo fa il suo effetto. Un borbottio insistente sale dalle mie viscere. E adesso come faccio? Farmi vedere nel bagno di un locale gay con i pantaloni alle caviglie non mi sembrava l'idea migliore, ma l'emergenza era forte. Dopo aver chiesto ad un commercialista fidato di guardarmi le spalle ho deciso di sganciare il pesante carico e la serata è potuta proseguire.
Il locale era tranquillo e la musica era bella, anche se ammetto di trovarmi ancora a disagio quando vedo l'immediatezza dell'approccio tra due uomini, ma principalmente è invidia, se anche con le ragazze bastasse una profonda palpata sul culo per rimediare una serata, anche io sarei un grande seduttore e non un pervertito sessuale schedato alla questura di diverse città italiane ed estere.
Dopo circa un'ora che eravamo dentro però ancora nessuno ci aveva provato con me, insomma, che cosa ho che non va?!? Ad un certo punto però, inaspettatamente mi sento sfiorare il sedere, mi giro con fare incazzato per guardare in faccia quello scostumato buongustaio, ma dietro di me non c'era nessuno. Guardo più in basso ed ecco passare vicino a me un nano in giacca e cravatta. In realtà era stato lui a sfiorarmi con la spalla.
Insomma, ho avuto la conferma: anche se attraversassi il guado non riuscirei a rimorchiare.
Tanto vale rimanere nella mia datata eterosessualità, un giorno potrebbe anche tornare di moda

mercoledì 1 settembre 2010

Back on the chain gang

Bentornati!

Come vi sono andate le vacanze? Cosa avete fatto?
In realtà non ce ne frega un cazzo, se volessimo veramente saperlo verremmo a leggere i vostri squallidi blog, lo chiedevo così pour parler.
Ma ricordatevi che vi vogliamo bene, maledetti stronzi.
Ma non dovevate cambiare grafica?
E voi non dovevate farvi i cazzi vostri?
Dateci un po' di tempo, siamo appena tornati, mi sto ancora togliendo la sabbia tra le dita dei piedi, devo smetterla di passeggiare nella lettiera del gatto. Visto che siam gente con assoluta mancanza di fantasia aspettatevi dei post sulle nostre vacanze. Io son stato in California, il_gio nell'est Europa, ma con la moglie, che è come portarsi una Nastro Azzurro da 33cl all'Oktoberfest. Oh, se non avete voglia di leggere i post sulle nostre vacanze potete anche andare a cagare o leggervi il blog di Pierluigi Diaco (io preferisco sempre la prima), ma se volete veramente che la smettiamo di scrivere ci dovete dare 5 miliardi di euro all'anno, ma niente caroselli di cavalli berberi, puzzano di merda e ci fanno venire un'infinita invidia del pene.
Vi sembro brusco oggi? Scusate, ma è grazie alla mia ruvidezza che sono uscito vivo dall'Esselunga di Ripamonti lunedì. Non so se anche voi avete fatto l'errore di andare a far la spesa il lunedì del "Grande Rientro", Platoon al confronto era una cazzo di puntata dei Teletubbies. Non odiate i bambini che usano il carrello come un monopattino e si fiondano diretti verso le vostre caviglie? Beh, sappiate che con un sapiente quanto fortuito urto laterale con il vostro carrello è facilissimo incastonare il piccolo bastardo tra i meloni gialli al 30% di sconto e si guadagnano anche un sacco di punti fragola. Ho dovuto anche chiudere una vecchia nel surgelatore tra le buste di That's Amore Findus per riuscire a strappare dalle sue mani nodose l'ultima confezione di Pan Bauletto integrale. E quello l'ho fatto solo per divertimento, a me il Pan Bauletto integrale fa cagare. In ogni caso dovrebbe ringraziarmi, grazie all'ibernazione potrebbe riuscire a tirare avanti ancora una insperata settimana di vita.
Peccato la debba passare a togliersi piselli surgelati dal culo.

venerdì 6 agosto 2010

Le Grandi Vacanze di DDUM

Ah, che bella Milano ad Agosto!
Dicono alcuni.
Io no.
Cosa vi piace della città? Il fatto sia deserta a parte personaggi dalla nazionalità indefinibile che ti osservano mentre passeggi di sera con quello sguardo "nessuno ti sentirebbe urlare"? Oppure sono i 40 gradi che vi affascinano? No, aspetta, forse è l'avventura di riuscire a trovare un posto aperto per riuscire a mangiare un tozzo di pane raffermo a 35 euro?
No, ragazzi, non scherziamo, io me ne vado.
Ferie.
Per uno che non fa un cazzo come me è quasi strano dirlo, preferisco chiamarle vacanze. Beh, giovani, io parto, diciamo la verità, non me le sono meritate, però ci vado lo stesso, anche perchè ormai ci leggeva solo Absinto che è qui a Milano per curarsi le malattie che ha contratto durante le sue di ferie.
Vi direi che mi collegherò per scrivervi qualcosa, ma è alquanto improbabile. Dite la verità, voi vi mettereste a scrivere qualcosa dalle spiagge californiane? Mi appunto tutto sulla Moleskine e poi ve lo racconto quando torno.
Vi prometto solo una cosa, a settembre ci impegneremo di più. Per festeggiare un anno di blog stiam già pensando ad una nuova grafica (pensando, non vuol dire che ci sarà di sicuro), molti post, nuovi collaboratori, più donne nude, concorsi, sondaggi e qualsiasi cosa vi venga in mente che tanto dirlo adesso non costa niente, poi non faremo un cazzo di tutto questo, ma vogliamo dare una idea di attività editoriale che in realtà non esiste.
Se siete ragazze mandateci le vostre foto in costume a diariodiunmilanese@gmail.com
Se siete ragazzi mandateci le vostre foto a aldo.busi@gmail.com
Se siete Absinto, smettetela di grattarvi che peggiorate solo la situazione.
Se siete Lisbeth, che fine avete fatto? Ci avete spezzato il cuore.
In ogni caso, buone vacanze, cari lettori. Fate le meduse con le chiappe in acqua, fate la pipì sul bagnasciuga vicino ad un bambino e date la colpa a lui, importunate le mamme sulla spiaggia, costruite cazzi enormi di sabbia, insomma fate tutto quello che farei io.
"Be young, be foolish, but be happy"
E' il mio nuovo mantra, magari potrebbe essere utile anche a voi.

Con affetto,
Kitsch Master.

A me milano d'agosto piace. mi ricorda LOST, il telefilm. Cioè praticamente ci sono dei sopravvissiti che rimangono intrappolati in un isola deserta. effettivamente ha il suo fascino l'isola deserta, solo che è uno sbattimento totale. E vai di qua per l'acqua e vai di la per mangiare...insomma...comunque a me non frega un cazzo visto che praticamente abito a Torino...
Al contrario di altri che spenderanno i loro soldi in posti semi esotici, o per lo meno molto cool (sopratutto San Francisco mi han detto che è molto molto per cool) io cercherò di sfruttare il potere dell'euro investendolo nell'economia degli ex paesi del blocco sovietico...praticamente vado nei balcani che costa tutto meno...niente calze o robe così che c'è la mia dolce metà...
Nel caso in cui non tornassi (vuoi un genocidio, vuoi un campo minato non segnalato) lascio tutto a voi lettori...ci rivediamo a Settembre per una nuova mirabolante stagione del diario.

il_gio