mercoledì 20 gennaio 2010

LE GRANDI BIOGRAFIE DEI GRANDI MILANESI DEL GRANDE DDUM: ALESSANDRO MANZONI


Ormai l'avrete capito, noi siamo degli intellettuali. Siamo la conferma che quelli belli e superdotati possono anche essere intelligenti, in pratica siamo dei Rocco Siffredi che mentre schiaffeggiano il culo della protagonista declamano le poesie in lingua originale di Konstantinos Kavafis invece del solito "Oh, yeah, take it!".

Per cercare di portarvi alla nostra altezza (almeno intellettuale) ecco a voi la nuova rubrica: Le grandi biografie dei grandi milanesi.
E visto che di Sant'Ambrogio avevo già parlato, di chi scrivere se non di Alessandro Manzoni? Non lo so, infatti scrivo di Alessandro Manzoni.
Alessandro Manzoni nasce a Milano nel 1785 e muore a Milano nel 1873 e già questo dimostra che aveva il culo un po' pesante, cioè, sei famoso, vai a morire a Parigi! Sai che figurone ci fai sulla lapide? No, lui resta qui.

E' un ragazzo difficile e la famiglia non l'aiuta, la madre è un po' zoccola e non si capisce bene chi sia il padre, Pietro Manzoni? Giovanni Verri? Diego Armando Maradona? Alla fine si decide per il primo, anche perchè stavano già costruendo il Teatro Manzoni e cambiargli nome era uno sbattimento. Fra l'altro hanno costruito il teatro lì perchè era comodo per la mamma di Alessandro che lavorava all'adiacente Night Club William's che prende il nome dalle famose pere.
Studia dai Barnabiti, ma non credo abbia acquisito lì le sue capacità, visto che ci ho studiato anch'io e riesco benissimo a leggere il disprezzo negli occhi di mio padre.

Nel 1808 sposa Henrietta Blondel, cantante dei Blondel che raggiunsero il successo con Call Me e cambiando il proprio nome in Blondie. In 25 anni di matrimonio Henrietta avrà 10 figli, poi lei nel 1833 muore durante un'intervento di ricostruzione dell'imene.
Il migliore amico di Manzoni era Antonio Rosmini che gli lascerà il suo testamento spirituale: Adorare, Tacere e Godere, in pratica la Bibbia del Bondage.
Muore nel 1873 scivolando sulle scale della chiesa di San Fedele e picchiando la testa, memorabili le sue ultime parole: "Perpetua del cazzo, tu e la tua cera di merda!".

Opere:
Urania: storia di un turista inglese a Roma che cerca un gabinetto, ma viene deriso perchè dice "urania" invece di "urina" e finisce col pisciarsi addosso
In morte di Carlo Imbonati: non ha avuto molto successo, certo, non è stato geniale mettere il finale nel titolo...
Cinque Maggio: la triste morte in battaglia di un giovane difensore sinistro slovacco.
Il Conte di Carmagnola: titolo originale "Al Conte di Carmagnola piace coprire la figliola", prima scenografia di un film porno della storia, infatti non fu capita molto, il cinema venne inventato quasi cento anni dopo, anche se il Pussycat di Giambellino stava già aprendo i battenti.
Adelchi: biografia del geometra del catasto Giacomo Adel, personaggio schivo e anonimo, trasparente ai più, tanto che un giorno in ufficio entra il capo e dice "Ma chi cazzo è Giacomo Adel?!?", il suo vicino di scrivania risponde "Adel chi?" e lui si suicida infilando l'uccello in un temperamatite automatico.

Fermo e Lucia: opera bloccata dalla legge sul copyright perchè ricordava troppo il grande film "Pronto...Lucia" del 1982 con Carmelo Zappulla, film tristissimo che la mia tata di Barletta mi ha costretto a vedere da piccolo e che ha segnato per sempre la mia esistenza ed il mio rapporto con le ragazze.
I Promessi Sposi: seconda stesura di Fermo e Lucia, ma con il protagonista con un nome un po' meno da pirla. Racconta le infinite peripezie di un giovane ragazzo per riuscire a trombare. Memorabile la versione cinematografica "Suxbad, tre metri sopra il pelo".

2 commenti:

  1. Oddio quella delle ultime parole m'ha quasi ucciso.
    Quella del 5 maggio senza quasi(purtroppo).

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