venerdì 20 maggio 2011

110 e Gode

"La mia vita non è stata facile, ho dovuto fare dei lavoretti mentre studiavo"
Quante volte avete sentito dire questa frase? Beh, ora assume tutto un altro significato.
E' sempre un casino trovare un lavoro mentre si studia, devi riuscire a guadagnare abbastanza per pagare le rette universitarie, ma allo stesso tempo riuscire ad avere abbastanza libertà per studiare per gli esami. Lavorare da Macdonald's è improponibile, anche all'Esselunga hanno turni troppo lunghi. Ecco, prenderlo nel culo a pagamento potrebbe essere una soluzione, a Berlino lo sanno.
E Milano cosa fa? Sta al palo come al solito? Si, ma in questo caso stare al palo fa parte del mestiere.
Diciamocelo chiaro, le università milanesi non hanno nulla da invidiare a quelle europee ed il nostro fiore all'occhiello è la Bocconi.
Sicuramente nella vostra vita avete incontrato un bocconiano e so cosa avete pensato "Come cazzo ha fatto questo a laurearsi?!?"
Facile, ha pagato.
E questo dimostra che è più intelligente di voi, caproni da centro sociale che studiate filosofia per fare il commesso alla Feltrinelli e continuate a credere che Milton Friedman sia un insegnante di ballo di Buona Domenica.
Quelli della Bocconi hanno capito tutto da un sacco di anni, certo, i costi sono alti, ma il ritorno dell'investimento è garantito.
Proprio per venire incontro alle necessità degli studenti meno abbienti, l'ateneo ha da anni istituito un corso underground, ma molto seguito "Bocchini alla Bocconi". 
Il corso ha diversi laboratori applicativi, gli studenti che preferiscono una classe del tutto maschile svolgono lezioni pratiche nei cessi del quarto piano, mentre per chi ha gusti più ortodossi i laboratori sono sparsi per tutto l'ateneo.
Capite che questo è un servizio, o meglio, servizietto che le università tedesche se lo scordano.
Ora è spiegata la folla che si accalcava alla conferenza "Bocchino alla Bocconi", per poi rimanere delusi quando hanno dovuto assistere a ore e ore sulla storia di FLI dalla viva voce di Italo Bocchino.
(Nella foto: 1 + 1 = 2)

7 commenti:

  1. Quanta verità nelle tue parole.

    RispondiElimina
  2. Lo sapevo, avrei dovuto fare l'Erasmus a Berlino.
    Perchè per gli studenti stranieri il servizio è compreso, vero?

    RispondiElimina
  3. In difesa di tutte le gnocche con una quarta naturale mi oppongo a questo post.

    RispondiElimina
  4. Girmagaia,
    dovremmo parlare tete a tette.

    RispondiElimina
  5. Se anche tu ne possiedi un paio, diversamente il confronto sarebbe impari.

    RispondiElimina
  6. Girmagaia,

    io ci metto la tete, tu le tette...

    RispondiElimina
  7. Sembri convinto, devi avere proprio una gran bella tete.

    RispondiElimina