lunedì 1 marzo 2010

Immigrant Song

Come praticamente ogni venerdì sera stavo andando al Confine per una birretta con il mio collaboratore e la sua crew. Mentre camminavo per Papiniano mi si avvicina una BMW nera, vecchio modello, vetri oscurati, tirano giù il finestrino per chiedere informazioni, vedo dentro due persone praticamente identiche, jeans, camicia, giubbotto di pelle nera e capelli biondi con taglio paramilitare.
C'erano solo due possibilità: o erano rumeni o erano della Digos, in ogni caso per me ormai era troppo tardi per scappare.
Il passeggero in ottimo italiano con un leggero accento mi chiede: "Scusa, sai dov'è la discoteca rumena?" Pfiu, almeno non erano della Digos...però a quel punto mi si è aperto un mondo, come cazzo puo' essere una discoteca rumena a Milano? Che musica c'è? dragostea din tei a loop per tutta la serata? Nu ma nu ma iei, nu ma nu ma nu ma iei! Che bello che deve essere, riconosci le donne della scuderia di un ruchetè dal segno dell'anello che usa per schiaffeggiarle sulla guancia, e intanto passa la madre di Mutu a spacciare le sue pasticche dell'erboristeria. Chipul tau si dragostea din tei, mi-amintesc de ochii taaaaaaai. Dopo cinque minuti buoni che fantasticavo di Chivu come vocalist loro spazientiti mi han detto "Dovrebbe essere al 29 di Papiniano, però non l'abbiamo trovata" "Mi spiace non ne so niente". In realtà secondo me al 29 di Papiniano c'è un ingresso secondario di San Vittore e la storia della discoteca rumena è solo un abile espediente delle nostre acutissime forze dell'ordine per riuscire a raccattare potenziali malviventi rumeni, ma non son stato a dirglielo.
Però mi è venuto da pensare a quanto debba essere difficile la vita dell'emigrante, l'ho visto con i miei occhi quest'estate quando ho fatto visita ad un amico finalese di stanza a Berlino (nel senso che è andato a vivere in una stanza nel Mitte di Berlino), ho visto le sue lacrime di nostalgia mentre guardava le puntate di "Un posto al sole" in streaming, il suo magone ogni volta che ascoltava Milva intonare "Alexander Platz", però non ho visto discoteche italiane. Chissà se esistono nel resto del mondo, me li vedo questi giovanotti dai capelli impomatati e le ragazze con petto forte e capelli corvini come nella migliore tradizione Hollywoodiana ritrovarsi in un locale dalle tovaglie a scacchi bianchi e rossi a ballare sfrenati "quando esta noche tramonta il sol mon amour mon amour" del grande Giggi (che in questa canzone è pure international, sì gruoss Giggi, sì gruoss).
A Milano invece deve esistere un sottobosco sconosciuto di discoteche "etniche", lo so perchè nella mia zona ce ne sono almeno tre, infatti hanno già ucciso un ecuadoregno (un Chicago, non un New York), un cinese e un rumeno, i maghrebini di meno perchè la loro musica è talmente una lagna che non ci fanno nemmeno le discoteche e per accoltellarsi devono organizzarsi e darsi un appuntamento preciso via sms.
Per ricordarci la presenza e l'importanza degli immigrati oggi è stato indetto uno sciopero, quindi stasera state pure a casa, non ci saranno zoccole per strada, i loro protettori per protesta si toglieranno l'anello per picchiarle, le filippine non puliranno sotto il divano e voi verrete aggrediti da giganteschi gomitoli di polvere, gli zingari stanno invadendo le agenzie immobiliari per trovare qualche bilocale con cucina abitabile che è comoda per far dormire lo zio e hanno diramato un semplice comunicato stampa: "Oggi facciamo sciopero, potete non mettere l'antifurto in casa".

3 commenti:

  1. Descrizione
    Discoteca Rumena a Milano zona Famagosta Via Renzo e Lucia aperta dal 4 settembre vi aspetta per serate indimenticabili dalle ore 23 in poi.

    http://www.adoos.it/post/3566445/discoteca_rumena_milano_discoteca_romaneasca

    da notare le foto.

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  2. Caro Absinto,
    mi sembra proprio un posto di classe, inoltre l'ingresso nel locale è gratuito, si paga solo l'ingresso nelle ragazze.

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  3. topinodiufficio30 maggio 2010 22:29

    io dico che in una discoteca "rumena" potresti trovare ragazze innanzitutto moooooolto carine, e poi che se la tirano meno delle ns italiane "troniste o veline del cazzo". Provare x credere, ieri x strada ne ho conosciuta una, vestita da dio, sexy e non volgare, viso da paura, e pure simpaticissima, abbiamo parlato x un ora e poi lei, ripeto lei, mi ha chiesto il nr di cellulare. quindi come vedete non ce nemmeno da dire che sono delle pu---e.

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